Vita periodico
1919-1924
Titolo
Il Popolo [da IV, n. 13 (3 aprile 1922)] Il Giornale del Lunedì
Sottotitolo
Giornale della Democrazia Sociale [da II, n. 11 (13 marzo 1920)] Organo della Democrazia Sociale
Luogo di pubblicazione
Venezia
Tipografia - Casa editrice
Stabilimento Grafico U. Bortoli [da V, n. 12 (19 marzo 1923)] Stab. Linotypografico A. Grassi
Sede
Amministrazione e redazione: S. Angelo, calle dietro il Teatro n. 3998
Numero pagine
Varie (2 o 4)
Formato
50x35 [da I, n. 2 (6 settembre 1919)] 56,5x40,5 [da III, n. 35 (1 settembre 1921)] 50x35 dal 3 aprile 1922 [da IV, n. 13 (3 aprile 1922)] 56,5x42
Prezzo
Cent. 10, a.a. £. 3, a. di sostegno £. 10 [da I, n. 31 (13 dicembre 1919)] a.a. £. 5 [da II, n. 11 (13 marzo 1920)] a.a. £. 6 [da II, n. 17 (11 maggio 1920)] Cent. 20 [da II, n. 20 (29 maggio 1920)] Cent. 10 [da III, n. 1 (3 gennaio 1921)] a.o. £. 10, a. sost. £. 20, a. per azionisti £. 300 (minimo) [da III, n. 36 (8 settembre 1921)] Cent. 20
Periodicita`
Settimanale (esce il sabato)
Cronache locali
Si
Pubblicità
Si
Organi direttivi
Gerente responsabile: Antonio Toffolo [da I, n. 6 (4 ottobre 1919)] Gerente responsabile: Aurelio Caburlotto [da III, n. 5 (31 gennaio 1921)] Gerente responsabile: Paolo Olivotto [da III, n. 7 (14 febbraio 1921)] Gerente responsabile: Antonio Ortiga [da III, n. 12 (21 marzo 1921)] Gerente responsabile: Vittorio Busetto [da III, n. 43 (15 ottobre 1921)] Gerente responsabile: Fausto Colonna [da III, n. 54 (31 dicembre 1921)] Gerente responsabile: Antonio Ortiga [da IV, n. 44 (6 novembre 1922)] Gerente responsabile: Stefano Rinaldi
Firme e collaboratori
Mario Baseggio, Carex, Giorgio Facco, Goffredo Giarda, Ferruccio Fiorioli della Lena, Silvio Trentin, Alessandro Padoa, Raffaello Levi, Guido Ermanno Usigli, Ferdinando Calzavara, Licinio Germini, Michele Lombardi, Enrico Molina, Umberto Castellani, G. Pugliesi, Giuseppe Ravanello, Luciano Bergamo, Giacomo Contavalli, Lino Ferriani, Vittorio Meneghelli, F.D. Pacenza, Cesare Spellanzon, Mario Alberici, Arturo Marconi (Il maestro di scuola), Guido Grassi, Giovanni Padoan, Andrea Pedrocco, Achille Vago, Basilio, Mario Majoli, Maurizio Marchisio, Attilio Medici, Augusto Meneghetti, G. Dell’Oro, Giovanni Viviani, Giovanni Zironda, Medardo Rosso, Marba, Domenico Pastorello, Giorgio Dario, A. Reitano, Mar, Giulio Alessio
Profilo storico editoriale
“Da Venezia, ove la guerra ha fatto profonda ferita, la democrazia sociale bandisce, con maggior fede, il suo programma d’opera e d’idea. Da Venezia, ove la rovina fu più grande e ove più grande deve essere l’azione, la democrazia riafferma il suo dovere, che l’antico ideale glorifica con la sua consacrazione al tempo nuovo. (...) Abbiamo intitolato la parte nostra democrazia sociale, perché chiari siano il pensiero e la fede. Noi vogliamo essere con il popolo, per la sua giustizia e per la sua libertà. Noi crediamo nella virtù del popolo: virtù talora occulta, quasi sopita, palese tal’altra; ma sempre operante a luce e a fondamento della fortuna della Patria. Ma il popolo non deve essere lusingato. Il popolo è chiamato al Governo del Paese, al governo del mondo, perché egli è degno comandare. (...) Solo la democrazia sociale, che vuole operare il bene, ricercare il vero, per attuare libertà e giustizia, può condurre il popolo alla sua vittoria, duratura, senza corromperne l’animo e senza tradire il diritto. (...) Vengano alla democrazia, per le nuove battaglie, i combattenti. Sono maestri di democrazia, perché sperimentarono, in dolore, la vita e sanno volere, secondo verità. (...) Non lotta di classe, ma unione di tutti gli onesti, di quanti lavorano, contro ogni corruzione, contro ogni privilegio, contro ogni tradimento”, La Democrazia Sociale, I, n. 1 (30 agosto 1919).
Il giornale, che è anche il portavoce dell’Associazione Democratica Popolare, pubblica in prima pagina notizie e approfondimenti di carattere politico (sul primo numero è pubblicato anche il programma amministrativo del partito), mentre la seconda e la terza sono dedicate alla cronaca della città e della provincia (molto dettagliata e articolata con notizie anche sull’attività della Democrazia Sociale). Il periodico si dimostra molto sensibile e attento alle vicende delle terre liberate (appoggiando anche l’occupazione di Fiume), al reinserimento dei reduci e dei combattenti e alle questioni economiche e finanziarie. L’editoriale Per il popolo, contro la rivoluzione e la reazione, I, n. 6 (4 ottobre 1919), ribadisce il programma della Democrazia Sociale confrontandolo con quello degli altri schieramenti politici (l’analisi continuerà anche nel numero successivo). Frequenti sono gli aforismi e le citazioni da Giuseppe Mazzini. Da metà ottobre 1919 il giornale entra nel vivo della competizione elettorale a sostegno dei suoi candidati (Raffaello Levi, Guglielmo Marangoni, Silvio Trentin, Alessandro Padoa, Luigi Voltan, Camillo Valle) polemizzando con i socialisti del “Secolo Nuovo” ma schierandosi pure contro i “clericali rivoluzionari di sagrestia, sfruttatori della religione, a scopi settari e reazionari”, contro i “conservatori che negano il progresso e la rinnovazione seguita dalla guerra”, contro “i socialisti bolscevichi che vogliono la lotta fratricida”. Dopo le elezioni il giornale registra le preoccupazioni di una parte dell’opinione pubblica a seguito dell’affermazione elettorale dei socialisti sebbene sia sicuro che gli “elettori socialisti non seguirebbero i socialisti nelle opere rivoluzionarie bolsceviche” cfr. Paura, I, n. 24 (29 novembre 1919); anche il dilagare e l’affermarsi della violenza politica è seguito con una certa apprensione, cfr. Violenza, II, n. 28 (24 luglio 1920). Da questo momento un discreto spazio viene riservato anche agli argomenti di carattere culturale, soprattutto nella rubrica Cose d’arte. Il n. 3 (17 gennaio 1920) in gran parte è dedicato a Diritti e doveri del lavoro, anche nei numeri successivi uno spazio rilevante è dedicato al dilagare delle agitazioni e degli scioperi. Dal n. 7 (14 febbraio 1920) al n. 9 (28 febbraio 1920) viene pubblicata una serie di articoli-inchiesta sui problemi della scuola e dell’istruzione a Venezia. Nella primavera 1920 il giornale apre una sottoscrizione per la sua trasformazione in quotidiano che non darà i risultati sperati. L’editoriale Parlar chiaro, II, n. 15 (24 aprile 1920) attacca la politica ambigua del Partito socialista ufficiale rispetto ad alcune questioni d’attualità e il suo atteggiamento nei confronti della rivoluzione in Italia. Piuttosto frequenti sono gli articoli che accusano il governo centrale di un sostanziale disinteresse nei confronti di Venezia e dei suoi problemi ostacolandone la rinascita. Dal settembre 1920 il giornale inizia la campagna elettorale per le consultazioni amministrative pubblicando il programma del partito, le soluzioni proposte per i problemi cittadini e aprendo un dibattito sulla tattica elettorale da seguire. Dall’inizio del 1921 il giornale torna a soffermarsi ampiamente sul clima di violenza dilagante, cfr. Violenza, III, n. 10 (7 marzo 1921) e sulla volontà di rappacificare gli animi cfr. Per una volontà di pace sociale, III, n. 15 (11 aprile 1921). Un comunicato pubblicato a grandi caratteri in prima pagina del n. 43 (15 ottobre 1921) ricorda che “la democrazia veneta, sempre favorevole alla collaborazione con ogni partito in difesa dei veri interessi nazionali e regionali, partecipi ed operi ad ogni protesta contro la minacciata limitazione degli indennizzi ai danneggiati di guerra e ricordi al Governo che l’autorità dello Stato si stabilisce soltanto col rispetto di ogni legge da parte di tutti. La legge ha riconosciuto il diritto dei veneti”.
Supplementi
 Inutili giustificazioni per l’errata finanza conservatrice al Comune, supplemento al n. 46 (10 novembre 1921); supplemento straordinario al n. 11 (18 marzo 1924) con il discorso elettorale di Giulio Alessio.
Annotazioni
In occasione delle consultazioni elettorali i numeri dal 13 novembre al 17 novembre 1919 (nn. 18-22) escono con cadenza quotidiana; il fascicolo del 6 dicembre 1919 è segnalato come numero 30 invece di 25 facendo saltare la successiva numerazione; anche il numero del 6 dicembre 1920 (53 invece di 51). Dal n. 13 (3 aprile 1922) con il cambiamento del titolo il precedente “Il Popolo” diviene sovratitolo mentre il sottotitolo resta immutato. L’ultima facciata è interamente occupata da inserzioni pubblicitarie.
Reperibilita`
Museo Correr; Biblioteca Nazionale Marciana; Biblioteca Querini Stampalia
Collocazione
Mc: Giorn. A 23
Bqs: Per. A 80
Bnm:  Giorn. 104.1, 104.2
Consistenza
Mc: I, n. 3 (13 settembre 1919) - I, n. 24 (29 novembre 1919); I, n. 30 (6 dicembre 1919) - I, n. 33 (27 dicembre 1919); II, n. 1-2 (10 gennaio 1920); II, n. 4 (24 gennaio 1920); II, n. 6 (7 febbraio 1920) - III, n. 35 (6 agosto 1921);  III, n. 35 bis (1 settembre 1921) - errori di numerazione all’inizio, manca il n. 37 anche se le copie ci sono probabilmente tutte - III, n. 54 (31 dicembre 1921). IV, n. 1 (7 gennaio 1922) - IV, n. 27 (10 luglio 1922); IV, n. 29 (24 luglio 1922) - VI, n. 17 (14 aprile 1924)
Bqs: I, n. 1 (30 agosto 1919) -  II, n. 30 (7 agosto 1920); II, n. 32 (21 agosto 1920) - II, n. 46 (28 ottobre 1920); II, n. 48 (8 novembre 1920) - III, n. 7 (14 febbraio 1921); III, n. 10 (7 marzo 1921); III, n. 12 (21 marzo 1921) - III, n. 15 (11 aprile 1921); III, n. 36 (8 settembre 1921); III, n. 40 (24 settembre 1921) - III, n. 47 (12 novembre 1921); III, n. 50 (3 dicembre 1921)
Bnm: I, n. 1 (30 agosto 1919) - II, n. 5 (31 gennaio 1920); II, n. 7 (14 febbraio 1920) - II, n. 14 (14 aprile 1920); II, n. 16 (1 maggio 1920) - II, n. 20 (29 maggio 1920); II, n. 22 (12 giugno 1920) - II, n. 31 (14 agosto 1920); II, n. 33 (28 agosto 1920) - II, n. 36 (20 settembre 1920); II, n. 38 (4 ottobre 1920) - II, n. 42 (23 ottobre 1920); II, n. 46 (28 otttobre 1920) - III, n. 21 (8 maggio 1921); III, n. 23 (14 maggio 1921); III, n. 25 (23 maggio 1921) - III, n. 36 (8 settembre 1921); III, n. 38 (11 settembre 1921) - III, n. 46 (5 novembre 1921); IV, n. 13 (3 aprile 1922) - IV, n. 42 (23 ottobre 1922); IV, n. 44 (6 novembre 1922) - V, n. 11 (12 marzo 1923); V, n. 13 (19 marzo 1923) - VI, n. 11 (17 marzo 1924)
Conservazione
Bqs: Buona-mediocre (alcuni numeri 1921 pessima)
Compilatore
Giulia Albanese - Marco Borghi
per ingrandire l'immagine clicca qui