Vita periodico
1950-1978
Titolo
El Chichirichi
Sottotitolo
[da n. 5 (maggio 1955)] Periodico umoristico veneziano [da n. 6 (giugno 1955)] Mensile umoristico veneziano [da VIII, n. 4 (21 aprile 1957)] Quindicinale veneziano [da IX, n. 1 (gennaio 1958)] Umoristico veneziano [da X, n. 1 (gennaio 1959)] Satirico umoristico veneziano [da XI, n. 5 (giugno 1956)] Satirico umoristico mezzo in venezian mezzo in lingua [da XI, n. 4 (luglio 1960)] Satirico umoristico mezo in vernacolo e mezo in lingua [da XI, n. 1 (gennaio 1960)] [da X, n. 6 (luglio 1960)] Satirico umoristico mezo in venezian mezo in lingua [da XI, n. 1 (gennaio 1961)] Satirico umoristico mezo in vernacolo e mezo in lingua [da XVI (7 aprile 1966)] Periodico umoristico venezian
Luogo di pubblicazione
Venezia-Mestre
Tipografia - Casa editrice
Stab. Zincografico S. Marco [da Pasqua (aprile 1953)] Linotipografiche Vianelli, Mestre [da marzo 1954] Stab. Zincografico S. Marco [da X, n. 5 (maggio 1959)] Arti Grafiche E. Vianelli, Mestre [da XII, n. 7-12 (dicembre 1962)] La Poligrafica Mestre (già Vianelli) [da XVI (7 aprile 1966)] Tipografia Commerciale
Sede
La Redazion e l’amministrazion xe sempre al Cafè in canton (Cafè Italia) [da luglio 1954] Redazione e amministrazione: via Cesare Battisti 9, Mestre
Numero pagine
Varie (da 2 a 16)
Formato
50x34,5 [da Pasqua (aprile 1953)] 35x24,5 [da VIII, n. 4 (21 aprile 1957)] 49,5x34,5 [da XII, n. 1 (dicembre 1961 - gennaio 1962)] 43,5x32 [da XII, n. 7-12 (dicembre 1962)] 57,5x44 [XIII, n. 2 (marzo-aprile 1963)] 44x31,7 [da XVI (31 dicembre 1966)] 35x25
Prezzo
£. 30 [da aprile 1951] £. 20 [da n. 19 (giugno 1952)] £. 25 [da Pasqua (aprile 1953)] £. 50 fino al 1954 i prezzi di una copia variano da £. 20 a £. 50 [da n. 1 (gennaio 1955)] £. 30 [da XI, n. 1 (gennaio 1960)] 40 franchi [da XVI (7 aprile 1966)] 50 franchi
Periodicita`
Indefinita [da marzo 1954] Mensile [da VIII, n. 4 (21 aprile 1957)] Quindicinale [da IX, n. 1 (gennaio 1958)] Irregolare
Cronache locali
Si
Organi direttivi
Direttore responsabile: Mario Spolaor (L’irresponsabile)
Organi redazionali
[da n. 8 (settembre 1955)] Redattore: F. Colautti (solo in questo numero) [da XI, n. 1 (gennaio 1960)] Redattore: Fanny Colautti [da XI, n. 2 (febbraio 1961)] Non compare più
Firme e collaboratori
Piedino di donna, R. Berti, Marius, Unio Trabuio, Copet, Rapa, El Galo, El Gato, Pelo Rosso, Aldo Biasiol, Guido Marta, Piero Bergamo, Giuseppe Fabris, Paolo Rallo, Silvano Cecchinato, Mario Prevedello, Silva, Piero Mariti, El Barba, Giorgio D’Este, Gaetano Pimazzoni, Dona Bonigolo, Gino Greleso Bosi, Sire, Loris Poletto, Bepi Larese, Zorzi D’Este, Mary Maran Benella, Adriana Ottolenghi, Gino Cerioni, Bruza, L’uomo che ride, El veccie mestrinne, El veccie venezianne, Fanny Colautti, Giuseppe Moreschi, Cadmio, Mario Lucchesi, Al Cappone, Cesco Martini, Livio Juculano, El Cronista
Profilo storico editoriale
Il periodico, redatto quasi interamente in dialetto veneziano, si propone di essere una rivista satirica e umoristica informando i lettori anche sulle vicende di cronaca e d’attualità di Mestre e dintorni di cui, spesso, sono pubblicati reportage sulla vita sociale quotidiana che vogliono testimoniare, evidentemente, le radici storiche, naturale premessa per rafforzare, un’identità, forse, ancora debole e incerta; alcuni articoli, inoltre, sembrano simpatizzare per le tesi autonomistiche. Sono pubblicate anche interviste a cittadini o personaggi, poesie, informazioni sugli spettacoli cinematografici mestrini, appuntamenti e manifestazioni culturali, intrattenimento e notizie sportive; l’ultima pagina è riservata all’umorismo con freddure, caricature vignette, barzellette. Il numero di maggio 1951 è dedicato alle elezioni amministrative per le quali il giornale, pur non indicando nessuna forza politica, invita ad andare a votare e non astenersi. Il numero di aprile 1952 è uno speciale in occasione della festa della Liberazione, in prima pagina un articolo rievoca la liberazione di Mestre, mentre un altro editoriale esprime le preoccupazioni per quella che “prospera e mormora, sommessa, ma già ben percettibile, quella che potremo chiamare una specie di congiura clandestina. (...) La prima pagina di questo umile foglio, ricorda ai resistenti il 25 aprile e la somma immane di dolori, di lacrime e di sacrifici che l’hanno preceduta: gli errori e la responsabilità che l’hanno seguita e dei quali nel nostro non allegro presente tutti stiamo malauguratamente raccogliendo i frutti. (...) Su tutto il patrimonio ideale della liberazione si getta oggi a piene mani, da uno schieramento massiccio di stampa, microfoni, spettacoli, l’ingiuria, la condanna o il silenzio organizzato per assicurare continuità all’ingiustizia, per costruire l’oblio, per spianare eventualmente la strada alla stupidità feroce e alla menzogna omicida che contraddistinsero il ventennio fascista”, Silva, Venticinque Aprile, V, n. 18 (aprile 1952). Il periodico esprime anche una certa insoddisfazione sul rapporto “matriarcale” che unisce la terraferma al centro storico, sul numero di Pasqua (aprile 1953) è pubblicata una Lettera verta al Comune di Venezia, a firma di El Galo, dove si rimprovera lo scarso interesse dell’amministrazione nei confronti dei problemi della terraferma con velate allusioni alla separazione; sulla questione la posizione del giornale si chiarisce nel fascicolo di luglio 1953 dove, in seconda pagina intitolata Protestare per l’autonomia significa non capire. L’autonomia è un fatto compiuto, si dichiara che non si è autonomisti denunciando però il disinteresse nei confronti di Mestre che “andava meglio quando Berta filava”. Dal numero di luglio 1954 al numero di dicembre 1954 il giornale esce in “edizione italiana-francese”, pubblicando cioè al suo interno una specie di inserto di 4 pagine chiamato “Le Cocorico. Periodique Artistique e littéraire” con notizie sulle esposizioni d’arte a Parigi (periodico redatto dal corrispondente) Unio Trabuio, dall’aprile 1955, esce come supplemento poi come edizione autonoma, riprendono le pubblicazioni dell’inserto chiamato “L’Eveil. Artistique et littéraire”, un interesse quello per l’arte che continuerà anche nei numeri successivi (soprattutto con notizie di esposizioni e mostre). Nel novembre 1954 si saluta il ritorno di Trieste all’Italia. Dal 1955 si avverte un interesse più marcato per le vicende passate e presenti del centro storico (motti, curiosità veneziane). Il numero di novembre 1955 esce senza indicazione di data ed è un fascicolo speciale e gratuito dedicato ai problemi di Venezia e Mestre, ricordando che “il giornale, pur avendo finora una veste modesta e pur avendo affrontato certi problemi in forma umoristica, da otto anni lotta e combatte per richiamare la attenzione dell’opinione pubblica e delle autorità cittadine su fatti, problemi e avvenimenti di interesse comune”. L’editoriale Pace e missili, pubblicato sul X, n. 3-4 (marzo-aprile 1959), a firma di El galo, esprime una forte preoccupazione per la situazione politica internazionale, “che i omeni che guida el mondo, quei «grandi» quando l’ocasion li fa trovar insieme i xe sempre amici boni, ma intanto in casa i fabrica i canoni”. Dal 1960 tornano i commenti e le allusioni all’autonomia e alla “rapacità” della Serenissima, si veda, ad esempio, la poesia, a firma El Mestrin de Sorrento, E’ scoccata l’ora della terraferma (con evidenti allusioni all’omonimo periodico dell’Associazione civica, vedi scheda) pubblicata sul n. 5 (giugno 1960). Dal 1960 segue, in chiave umoristica, le sedute del consiglio comunale di Venezia (con stralci del dibattito in dialetto); Inverno 1962 alcuni articoli attaccano il monopolio della Plip (latte) e l’appoggio dato alla Associazione Civica per la Terraferma sull’organo “L’Ora della terraferma”; pur non sposando le tesi autonomiste alle volte ne condivide alcuni postulati. Nell’editoriale Gnente comenti par carità, XVII (23 dicembre 1966), El Galo ricorda ai lettori le difficoltà del periodico ad uscire regolarmente poiché non ci sono azionisti né partiti a sovvenzionare la pubblicazione e i soldi degli abbonamenti (di quelli che lo pagano) “basta apena per pagar l’afito de la sofita”. Dopo l’alluvione del 1966 si torna spesso sul tema della salvaguardia fisica della città.
Supplementi
Nell’aprile 1952, in attesa del numero tradizionale, esce un fascicolo omaggio dedicato ai grandi spettacoli cittadini (pp. 4, 24,5x17); supplemento al VIII, n. 2 (febbraio 1957), dedicato al carnevale mestrino, pp. 4.
Annotazioni
La numerazione delle annate risulta quasi incomprensibile; alcuni numeri vengono segnalati come numeri unici in occasione di qualche festività (natale, capodanno, Redentore). Sui numeri di Pasqua (aprile 1953), giugno 1953, Natale e Capodanno 1953-1954 (indicato come numero unico) le copertine sono a colori e illustrate da diversi disegnatori. Del n. 1 (gennaio 1955) esistono due edizioni (per Venezia e numero straordinario di Capodanno) con contenuti quasi uguali; anche quelli con L’Eveil. Dal n. 4 (21 aprile 1957) viene segnalata una nuova serie.
Reperibilita`
Biblioteca Nazionale Marciana; Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della Società contemporanea; Ateneo Veneto
Collocazione
Bnm: PER.DDS. 154.1
Iveser: Acc, b.
Av: Misc. A 0905
Consistenza
Bnm: Natale e Capodanno 1950; aprile 1951 - maggio 1951; luglio 1951; IV [?], n. 14 (1951); V, n. 18 ([aprile] 1952 - n. 19 (giugno 1952); Pasqua (aprile 1953); giugno 1953; luglio 1953; numero unico per autunno mestrino [1953]; novembre 1953; Natale e Capodanno 1953-1954; marzo 1954; luglio 1954; ottobre 1954; novembre 1954; novembre-dicembre 1954; n. 1 (gennaio 1955); n. 3 (marzo 1955) - n. 1 (gennaio 1956); n. 3 (aprile 1956) - n. 8 (agosto 1956); VIII, n. 1 (gennaio 1957) - n. 6 (15 giugno 1957); IX, n. 1 (gennaio 1958) - n. 6 (agosto 1958); X, n. 1 (gennaio 1959) - X, n. 6 (giugno 1959); X, n. 8 (settembre 1959); XI, n. 1 (gennaio 1960) - X, n. 6 (luglio 1960) - X, n. 7 (agosto 1960); XI, n. 1 (gennaio 1961) - XI, n. 5 (agosto-settembre 1961); XII, n. 1 (dicembre 1961 - gennaio 1962) - XII, n. 7-12 (dicembre 1962); XIII, n. 2 (marzo-aprile 1963) - XIII, n. 4 (giugno-luglio 1963); XVI (7 aprile 1966); XVI (31 dicembre 1966); XVII (23 dicembre 1967); XIX (Capodanno 1969)
Iveser: XVI (31 dicembre 1966) - Capodanno/1970
Av: IX, n. 4 (giugno 1958)
Conservazione
Buona
Compilatore
Marco Borghi