Vita periodico
1867-1883
Titolo
Il Veneto Cattolico
Sottotitolo
Giornale religioso politico
Luogo di pubblicazione
Venezia
Numero pagine
4
Formato
46x32
Prezzo
Cent 5 (Venezia), cent. 10 (provincie)
Periodicita`
Quotidiana
Cronache locali
Si
Pubblicità
Si
Organi direttivi
Direttore: Giovanni Maria Berengo [poi] Giovanni Sacchetti
Profilo storico editoriale
“Il Veneto Cattolico” venne fondato da don Giovanni Maria Berengo nel 1867. Dal punto di vista editoriale il giornale si componeva di quattro pagine: la prima dedicata ad argomenti di attualità anche attraverso la rubrica Diario politico (dove viene ospitato l’articolo di fondo); la seconda con notizie riprese dall’“Osservatore Romano e da altri giornali, anche stranieri; la terza con varie rubriche: Notizie politiche (anch’esse riprese da altri quotidiani), Cronaca urbana (che ospita le notizie riguardanti la città), Bollettino Stato Civile, Dispacci telegrafici; la quarta con la rubrica Ultimi dispacci, informazioni dalle Borsa di Parigi, di Londra e di Venezia, gli Orari della strada ferrata e le inserzioni pubblicitarie (a cui sono dedicate al massimo due colonne). Il periodico riprendeva la bandiera di un precedente foglio, la “Libertà Cattolica”, uscito in città fra il 1865 e il 1866. Il quotidiano era il portavoce di uno schieramento clericale come quello veneziano che, vista l’esiguità della corrente cattolico liberale, si presentò attestato su posizioni di netta intransigenza, ricordando che la città lagunare non conobbe il drammatico scontro tra cattolici liberali e cattolici intransigenti che amareggiò la vita religiosa di altre diocesi italiane e persino venete. Nei suoi primi anni di vita il quotidiano adottò una linea d’azione basata su ricorrente polemiche di carattere religioso, tendenti a distinguere la città ‘ufficiale’ (che non vuol “saperne né di Dio né dei suoi Santi”) da quella ‘reale’ (che accorre “in gran numero nel tempio del Signore”). Assolutamente “intransigenti” furono le posizioni nei confronti dei principi liberali e della legislazione ecclesiastica dello Stato risorgimentale e unitario. Aspre e continue le polemiche e gli attacchi al “Regno sardo” e al movimento risorgimentale, considerato un aspetto della grande rivoluzione iniziata nell’89 e generata dal protestantesimo e dall’illuminismo. Piena ed incondizionata risultava essere l’adesione del giornale all’autorità del pontefice e della S. Sede, di cui difendeva anche il potere temporale. Nei primi anni “Il Veneto Cattolico” predicò l’astensione dei cattolici dalle elezioni. Sul piano della pietà religiosa si impegnò particolarmente nella difesa dell’Immacolata Concezione. Scarsa convinzione è invece denotabile da parte del quotidiano, in materia politica: non a caso, quasi riflettendo le posizioni del suo organo di stampa, l’elettorato cattolico, fra il 1868 ed il 1873, partecipò in scarsissima misura alle consultazioni comunali e provinciali. Le elezioni amministrative del 1875 segnano un’inversione di tendenza: per la prima volta sono eletti due esponenti del partito clericale, quali Maura e Gastaldis. Dopo la rivoluzione parlamentare del 1876 la corrente più conservatrice dell’Associazione Costituzionale comincia intanto a caldeggiare il definitivo ralliement dei cattolici nella vita politica. Una delle maggiori sostenitrici di un avvicinamento tra moderati e clericali è la “Gazzetta di Venezia” di Paride Zajotti, che caldeggia in questi anni delle liste di candidati per il Consiglio Comunale e Provinciale molto vicine a quelle appoggiate dai cattolici. Comunque, nonostante queste episodiche e sotterranee intese elettorali, nelle pagine del “Veneto Cattolico” durerà, sino alla fine degli anni ’70, una sorda e continua polemica contro i moderati, la loro stampa e le loro Giunte, espressione tangibile di quell’arroccamento antiliberale del movimento cattolico veneziano, attestato su posizioni intransigenti se non reazionarie, nonché legittimiste, con l’appassionata difesa dei diritti calpestati del Papa. Un altro motivi di attrito è costituito dagli istituti di beneficenza. Dal 1875 infatti, i moderati, istituiti nuovi ricoveri per i mendicanti, cercano di bandire la questua in maniera rigorosa. Contro questa manovra insorgono Sacchetti, Paganuzzi e gli altri capi del partito clericale, esortando i cattolici alla disobbedienza rispetto a un provvedimento che minava alla base il predominio della Chiesa in campo assistenziale. In questi anni la direzione de “Il Veneto Cattolico” è passata nelle mani di Giuseppe Sacchetti, “eccezionale tempra di reazionario, che proprio per le sue posizioni fin tropo estremistiche non solo non favorisce una possibile intesa tra moderati e clericali, ma addirittura provoca imbarazzi e scompensi all’interno stesso del movimento cattolico, sia tra le gerarchie ecclesiastiche che tra i laici”. Anche per queste ragioni il quotidiano avrà una tiratura sempre abbastanza modesta, attestata tra le 1.000 e le 2.000 copie, quasi tutte vendute a Venezia. Il modo con cui, il 10 gennaio 1878, “Il Veneto Cattolico” annuncia la morte di Vittorio Emanuele (“Il Re è morto, il Papa sta benissimo”) provoca contro di esso disordini e manifestazioni anticlericali di piazza: la tipografia in cui il quotidiano si stampa viene presa d’assalto, mentre tutte le sue copie vengono eliminate dai caffè e dalle edicole, e bruciate in Piazza San Marco. Anche il quotidiano “La Venezia” condanna “le provocazioni del Veneto Cattolico, solo fra i giornali italiani che abbia avuto il triste coraggio dell’irriverenza dinanzi alla bara di un Re come Vittorio Emanuele”. Nonostante un supplemento della “Gazzetta di Venezia” riporti le sue tardive ritrattazioni, Sacchetti, ormai troppo impopolare, si vedrà costretto a lasciare la direzione del quotidiano. Egli tornerà alla guida del quotidiano a cavallo tra il 1882 ed il 1883.
Una relazione del Gabinetto di Prefettura, redatta nel 1882, considera l’influenza de “Il Veneto Cattolico” - nonostante il giornale si passato tra il 1876 ed il 1882 da una tiratura di 1000 copie ad una di 1500 - di scarsa entità. In effetti il quotidiano non solo ha scarsa presa sull’opinione pubblica ‘laica’, ma non riesce neppure a farsi portavoce delle reali esigenze e posizioni del proprio partito: la nuova storia del movimento cattolico veneziano sta già legando le sue sorti ad altri strumenti e ad altre personalità come l’avvocato G.B. Paganuzzi, Francesco Saccardo ed Ettore Sorger; saranno loro a dar vita, estinto “Il Veneto Cattolico”, a “La Difesa” , il nuovo e più poderoso giornale che inizierà le sue pubblicazioni il 1° gennaio 1884, imponendosi come effettivo portavoce del partito cattolico intransigente, così a Venezia come nel resto della regione.
Annotazioni
Il periodico è in attesa di essere catalogato. La cronaca cittadina del quotidiano “Il Tempo”, XIII, n. 277 (19 novembre 1873) informa del processo al gerente Costante Baldanello per la pubblicazione dell’articolo Un’altra occhiata a Vienna, condannato ad un mese di carcere e £. 1,500 di multa; nuovamente arrestato dai carabinieri perché la Cassazione respinge il ricorso XIV, n. 95 (21 aprile 1874).
Reperibilita`
Biblioteca Nazionale Marciana; Museo Correr; Biblioteca e Archivio Storico Cavanis; Biblioteca Civica - Padova; Biblioteca Universitaria - Padova
Collocazione
Bnm: Giorn. 13
Mc: Giorn. C 7
BuPd: G. 15
Consistenza
Bnm: I, n. 1 (1867) - XII (1878)
Mc: 1867-1868
Basc: 1867-1880; 1882
BcPd: 1867-1870
BuPd: II (1868) - XVII (1883)
Studi e bibliografia
B. Bertoli, “Il Veneto Cattolico” agli albori del Movimento Cattolico veneziano, “Rivista di storia della Chiesa in Italia”, XVII (1963), n. 17, pp. 413-466 [ripubblicato in Idem, Le origini del movimento cattolico a Venezia, Brescia, Morcelliana, 1965, pp. 235-293]; A. Arslan, Pubblicistica e giornalismo nel movimento cattolico, in Storia della cultura veneta, VI, Dall’età napoleonica alla prima guerra mondiale, a cura di G. Arnaldi e M. Pastore Stocchi, Vicenza, Stocchiero Grafica, 1986, pp. 690-692; S. Tramontin, Il “Veneto cattolico” e la morte di Pio IX, “Pio IX”, VII (1978), n. 1-2-3, pp. 291-300; A. Majo, Storia della stampa cattolica in Italia, Milano, Ned, 1987, p. 268; G. Paladini, L’opinione pubblica a Venezia nel 1870, “Ateneo Veneto”, VIII (1870), n.s., n. 1-2, pp. 141-165; A. Briganti, C. Cattarulla, F. D’Intino, Stampa e letteratura. Spazi e generi nei quotidiani italiani dell’Ottocento (Catalogo ragionato), Milano, Franco Angeli, 1996, pp. 109-110.
Compilatore
Marco Borghi - Umberto Zane