Vita periodico
1921-1935
Titolo
La Voce Sanitaria [da VI, n. 1 (gennaio 1926)] L’Igiene mentale
Sottotitolo
Rassegna periodica di Medicina sociale e di interessi professionali [da II, n. 6-7 (27 aprile 1922)] Organo dell’“Unione Veneta di Medicina sociale [da III, n. 11 (6 novembre 1923)] Organo dell’Associazione dei Medici dei Manicomi pubblici italiani [da IV, n. 1 (14 febbraio 1924)] Periodico di Medicina Sociale e di interessi di Classe. Organo dell’Associaz. dei Medici dei Manicomi Pubblici Italiani [da IV, n. 4 (10 luglio 1924)] Periodico di Medicina Sociale e di Interessi di Classe [da IV, n. 6 (5 novembre 1924)] Periodico di Medicina Sociale e di Interessi di Classe. Organo della “Lega Italiana di Profilassi ed Igiene Mentale” [da VI, n. 1 (gennaio 1926)] Organo della Lega Italiana di Profilassi ed Igiene Mentale
Luogo di pubblicazione
Venezia
Tipografia - Casa editrice
Stab. Grafico U. Bortoli [da V, n. 6 (14 novembre 1925)] Tipgrafia del “Gazzettino” [da IX, n. 1 (12 aprile 1929)] Tipografia del “Gazzettino Illustrato”
Sede
Redazione: Ospedale Civile di Venezia; amministrazione: dott. Ugo Enrico Boldi, Ospedale Civile di Venezia [da III, n. 2 (14 febbraio 1923)] Redazione: S. Servilio, Venezia; amministrazione: dott. Ugo Enrico Boldi, Giudecca [da VI, n. 4 (1 luglio 1926)] Direzione e amministrazione: Cannaregio 6074 [da VII, n. 3 (25 maggio 1927)] Direzione e amministrazione: S. Marco 3923 [da X, n. 1 (15 febbraio 1930)] Direzione e amministrazione: Zattere 272
Numero pagine
4 [da IV, n. 1 (14 febbraio 1924)] Varie (da 16 a 43)
Formato
55,5x41 [da IV, n. 1 (14 febbraio 1924)] 27,2x18,9
Prezzo
Cent. 30, a.a. £. 12, a.s. £. 7 [da IV, n. 1 (14 febbraio 1924)] £. 2, a.a. £. 10 [da XI, n. 1 (24 marzo 1931)] £. 5
Periodicita`
Quindicinale (esce il 5 e il 20 di ogni mese) [da III, n. 1 (11 gennaio 1923)] Mensile (esce nella prima quindicina di ogni mese)
Cronache locali
Si
Pubblicità
Si
Indici e sommari
L’indice generale della rivista (1921-1935) è pubblicato nel XV, n. 3 (18 ottobre 1935), pp. 27-42.
Organi direttivi
Responsabile: dott. Ugo Enrico Boldi [da III, n. 11 (6 novembre 1923)] Redattore responsabile: dott. Corrado Tumiati [da IV, n. 5 (6 settembre 1924)] Direttore responsabile: dott. Corrado Tumiati [da V, n. 2 (5 marzo 1925)] Redattore responsabile: dott. Corrado Tumiati [da VI, n. 4 (1 luglio 1926)] Direttore-proprietario e responsabile: dott. Corrado Tumiati
Organi redazionali
Redattori: dott. Guido Bergamo, dott. Corrado Tumiati [da III, n. 11 (6 novembre 1923)] Non compaiono più [da IV, n. 1 (14 febbraio 1924)] Redattore: dott. Corrado Tumiati; amministratore: dott. Ugo Enrico Boldi [da VI, n. 1 (gennaio 1926)] Redattore ed amministratore: dott. Corrado Tumiati
Firme e collaboratori
Dott. Alfonso Abruzzetti, dott. Umberto Saraval, Arturo Vedrani, Francesco Prigione, dott. Pio, Alberto Ziveri, O. Casagrande, G. Vidoni, Corrado Tumiati (anche c.t.), P. Consiglio, Hermann Tobler, Giuseppe Pellacani, dott. Carlo Ricci, prof. Giuseppe Antonini, prof. Francesco Strina, Luigi Romolo Sanguineti, prof. G.C. Ferrari, prof. Arnaldo Pieraccini, Umberto Brunelli, Fabio Vitali, L. De Lisi, dott. Maria Rosssi, Cesare Colucci, Leonardo Bianchi, dott. F. Da Villa, Gustavo Modena, Jolanda Cervellati, O. Pini, Flavia Botter, M. Levi Bianchini, Giuseppe Muggia, G. Corberi, G. Lucangeli, Sante de Sanctis, prof. Francesco Del Greco, L. Benedeck, prof. Michele Sciuti, dott. Luisa Levi
Profilo storico editoriale
L’interesse del periodico si concentra sulla scienza medica soprattutto nelle sue applicazioni di carattere sociale, offendo una puntuale informazione sulla situazione igienica, profilattica e sanitaria (malaria) del territorio, e sulle questioni inerenti alla medicina sociale (alcolismo e lotta antialcolica), con cronache dalla provincia di Venezia. La seconda pagina di norma è invece occupata dal “Bollettino dell’Associazione dei Manicomi Pubblici italiani” che ha una propria redazione e un comitato di redazione - composto dal dott. Pio (Imola), dott. Prigione (Genova), dott. Tumiati (Venezia) - occupandosi specificatamente dell’attività dell’associazione con notizie da tutto il territorio nazionale (soprattutto di carattere legale, legislativo e amministrativo). La terza pagina si occupa di problemi della categoria (“interessi di classe”) pubblicando anche i materiali del Sindacato Veneto Medici Ospedalieri. Frequenti sono le recensioni librarie su materie medico-sanitarie, sul n. 5 c’è la segnalazione del libro di Piero Pesce-Maineri, I pericoli del cinematografo, Torino-Genova, Lattes, a firma T. [Corrado Tumiati?] che nel recensirlo condivide le preoccupazioni dell’autore sugli effetti del cinema definito uno “stolido passatempo”, mentre sul n. 12 (7 dicembre 1923), Francesco Prigione (V°: non uccidere), nel recensire un volume di Enrico Morselli, nega la validità dell’eutanasia. Dal n. 6-7 (27 aprile 1922), con il mutamento del sottotitolo, la redazione annuncia che “la «Voce Sanitaria» diviene organo ufficiale dell’Unione Veneta di Medicina Sociale. (...) Tecnici, amministratori, studiosi, filantropi appartenenti a tutti i partiti dal socialista al popolare, nessuno escluso, si sono avvicinati per pronunciare una concorde parola di fede e per lanciare un programma di difesa sociale dimostrando con i fatti che al di sopra d’ogni partito e d’ogni dissenso v’è ancora qualche cosa capace di unire gli uomini in un’opera comune di bene. Nessun problema igienico è stato escluso: da quello gravissimo ed urgente della profilassi antitubercolare a quello dell’assistenza agli anormali psichici e della lotta antimalarica ed antialcoolica”; in questo numero le prime due pagine sono interamente dedicate alla nuova associazione costituitasi il 9 aprile 1922 a Venezia (con resoconto della serata inaugurale e il testo dello statuto), che si interessa anche di assistenza carceraria, igiene scolastica e del lavoro, educazione fisica, psichiatria sociale. Nel n. 6 (7 giugno 1923) Alberto Vedrani - L’omosessualità e la sua cura chirurgica. Morbo endocrino e o morbo sociale - si interroga sull’omosessualità, una “piaga” che “è dilagata in questi ultimi anni in maniera impressionante in molte nazioni europee, ma soprattutto in Germania”, riconoscendo valide entrambi le “patologie” (organica e psichica); il resto del numero è interamente dedicato al nuovo progetto di legge sui manicomi elaborato dalla commissione ministeriale con il testo della relazione. L’avvento del fascismo si fa sentire nel n. 8 (1 agosto 1923) quando, in un editoriale in prima pagina dal titolo Le Associazioni Sanitarie e i Partiti politici, Corrado Tumiati si interroga sulla nuova situazione delle associazioni che dovrebbero dipendere dal Partito nazionale fascista attraverso la Corporazione nazionale sanitaria, esprimendo una certa perplessità e un cauto dissenso nei confronti di questa decisione. Nell’aprire il quarto anno di vita la redazione ricorda che “ideata e progettata in un bello e fumoso caffè veneziano dalla battagliera eloquenza di Guido Bergamo, la «Voce Sanitaria» trovò subito seguaci volenterosi ed amici (per breve ora, ahimè) entusiasti. «Avere un giornale» è una piacevole ambizione alla quale si abbandona volentieri ogni giovane ricco di ideali e povero di quattrini finché sta seduto davanti a qualche tazza di caffè o ad un onesto bicchiere di Recciotto. Farlo e continuarlo a fare è un’altra cosa. E il numero degli «amici entusiasti» veneziani si assottigliò mese per mese, anno per anno, fino alla scomparsa del suo stesso caloroso e veneto fondatore. Sulla breccia siamo rimasti che in pochi e non indigeni. (...) La Medicina Sociale è in Italia una scienza fanciulla: il difenderne lo sviluppo ci sembra compito di altissima importanza. (...) Vasto compito [quello della medicina sociale], dunque, che dai problemi economici e pedagogici si stende a quelli del lavoro, dell’assistenza, dell’eugenica, della criminalità. E che abbraccia quello importantissimo della organizzazione e della indipendenza della classe medica, forza sociale enorme se libera, nulla se serva. Vasto ed arduo anche perché in materie così difficili ad essere costrette entro termini precisi, due nemici vigilano alle porte: il dilettantismo e la politica. Auguriamoci di restarne immuni ed auguriamo al nostro lavoro collaboratori entusiasti ed amici fedeli”. Pur con questa precisazione l’impostazione del periodico sostanzialmente non sembra mutare: generalmente la rivista si apre con scritti di approfondimento sulle materie di studio (come la criminalità) e si avverte invece un interesse maggiore per la profilassi e l’igiene mentale. Nel n. 3 (15 maggio 1924) la redazione commenta negativamente la decisione dell’Associazione dei Medici dei Manicomi Pubblici Italiani di passare ai Sindacati Medici Fascisti: “il verdetto della maggioranza dei medici dei Manicomi pubblici italiani è dunque decisamente favorevole all’indirizzo combattuto da questo giornale. La «Voce Sanitaria» ne prende atto con rammarico poiché nel difendere la indipendenza delle Associazioni Sanitarie dai partiti politici essa vedeva difese la loro individualità e la loro forza. La riconoscenza e l’affetto che fin quì legarono questo periodico alla Associazione dei Medici di Manicomio non possono tuttavia sovrapporsi ai doveri della coerenza ed è perciò che dal prossimo numero essa non potrà più ospitare il Bollettino fin quì pubblicato. (...) «La Voce Sanitaria» sarà tuttavia lieta di ospitare sempre gli scritti di quei colleghi alienisti che si interessano ai problemi della Medicina sociale (ed in particolar modo a quelli della igiene mentale) interessi nei quali vengono compresi quelli dei loro Istituti. Ed a questo proposito essa manterrà sempre aperta una rubrica dei Manicomi italiani”. La discussione sull’appartenenza o meno ad un sindacato espressione di un partito politico continuerà anche nei numeri successivi, sebbene con il passare del tempo i toni si smorzeranno denotando un certo allineamento alle direttive del regime. Nel n. 6 (5 novembre 1924) è pubblicato il verbale della seduta inaugurale della Lega italiana di profilassi ed igiene mentale, della quale la rivista diventa organo. Nell’aprire il sesto anno di vita, in concomitanza con il cambiamento del titolo, una nota redazionale ricorda che il periodico “a somiglianza di quanto fanno le riviste consorelle degli Stati Uniti e di Francia, vuole da oggi essere una rassegna critica, ordinata e completa, di quanto si fa nel nostro paese e negli altri in pro del movimento per l’igiene della mente e per la preservazione delle malattie nervose e mentali. (...) Noi ci proponiamo di fondere i criteri della medicina sociale con i postulati della psicologia e della patologia nervosa e mentale al fine «pratico» di precisare qualche buona regola per la prevenzione delle malattie nervose e mentali. Programma limitato, ma non per questo meno arduo e complesso. A svolgerlo utilmente chiediamo la collaborazione di medici, di sociologi, di giuristi, di pedagoghi e di quanti studiosi credono che la prevenzione di queste malattie non sia un vano sogno da utopisti, ma il preciso dovere di un popolo civile ed illuminato”. Da questo momento l’interesse centrale del periodico si incentra sulla psicologia e soprattutto sulla psichiatria e psicopatia (in particolare dei suicidi). Dal 1929 esce più raramente (due o tre numeri l’anno) e pubblica quasi esclusivamente materiali della Lega di igiene e profilassi mentale (anche congressi). Sul n. 1 (1 marzo 1932) viene pubblicata un’interessante relazione di Corrado Tumiati su Il primo quinquennio di attività del servizio Profilassi mentale della Provincia di Venezia, e, nel  n. 3 (1° settembre 1932), sempre dello stesso autore da ricordare l’indagine Primi dati per un censimento dei fanciulli anormali psichici nelle Scuole Elementari del Comune di Venezia.
Annotazioni
Dopo il sottotitolo segue: “Organo dell’Associazione dei Medici dei Manicomi pubblici italiani”; con il cambiamento del sottotitolo il precedente viene inserito in caratteri più piccoli tra il titolo e il nuovo sottotitolo, mantenendo sempre l’intestazione “Organo dell’Associazione dei Medici e dei Manicomi pubblici italiani”. Il fascicolo del 7 giugno 1923 è sprovvisto di numerazione che è stata aggiunta manualmente (n. 6). Con il mutamento del titolo, quello precedente di “La Voce Sanitaria” viene segnalato tra parentesi e in caratteri più piccoli, anche il sottotitolo “Periodico di Medicina Sociale ed di interessi di Classe” continua ad essere segnalato in carattere più piccoli. Dal 1928 esce ogni 4 mesi circa (due o tre numeri all’anno). Con il n. 1 (1° giugno 1933) gli organi della rivista si trasferiscono a Firenze; le pubblicazioni del periodico si interromperanno nell’ottobre del 1935, nel 1936 cambierà nome in “Atti della Lega Italiana di Igiene e Profilassi mentale” iniziando una nuova numerazione delle annate.
Reperibilita`
Biblioteca Nazionale Marciana
Collocazione
Per. 1480
Consistenza
II, n. 5 (29 marzo 1922) - II, n. 6-7 (29 aprile 1922); III, n. 1 (11 gennaio 1923) - III, n. 2 (14 febbraio 1923); III, n. 5 (4 maggio 1923) - III, n. 8 (1 agosto 1923); III, n. 11 (6 novembre 1923) - XV, n. 3 (18 ottobre 1935)
Conservazione
Mediocre-pessima
Compilatore
Marco Borghi