Vita periodico
1952
Titolo
Biennale 1952 a fuoco
Luogo di pubblicazione
Venezia
Tipografia - Casa editrice
Tip. F. Garzia
Numero pagine
4
Formato
47x35
Prezzo
£. 50
Periodicita`
Numero unico
Organi direttivi
Direttore responsabile: Giorgio De Chirico
Firme e collaboratori
Giorgio De Chirico, Isabella Far, Piero Girace, Fausto Bima
Profilo storico editoriale
Il titolo è piuttosto esplicito: il periodico si propone di contestare ferocemente gli indirizzi politico-culturali adottati dalla Biennale d’arte veneziana e, in particolare, la scuola “modernista” alla quale non si riconosce nessuna dignità artistica: “passano i mesi e le stagioni e puntualmente ogni due anni la Biennale riapre le sue sale e i suoi padiglioni trasformati in tanti forni crematori dalla canicola e dallo scirocco. In quelle piccole bolgie, sotto una luce cruda e sommamente sgradevole, in un nauseante odore di vernice, di segatura, di D.D.T., e di non so quale puzzo ancora, stanno, attaccati alle pareti, bianche come le pareti delle cliniche, gli stupidi e rozzi aborti dello snobismo, dell’incapacità, del provincialismo e dell’asineria di casa nostra e di fuori. (...) Quelle tele imbrattate con colori lugubri e sudici, e che sono l’antipittura per eccellenza, stanno là, male incorniciate, miserabili, cattive, indecenti, e da esse emana un gran puzzo di indigenza fisica e morale”, gli artisti “sono individui in malafede, profittatori di quell’anarchia, di quella decadenza, di quella mancanza assoluta d’ogni disciplina e d’ogni controllo, che dilagano oggi nel campo dell’arte e della cultura”, “nella bruttezza di queste pseudo-pitture e pseudo-sculture esposte alla XXVI Biennale vi è anche qualcosa di profondamente malvagio, vi è qualcosa di sadico in questo voler ad ogni costo, cinicamente, svergognatamente, disumanamente, presentare roba brutta, sconnessa, miserabile, volgare, sudicia, rozza, con un ché di velenoso in fondo, di verde e di isterico. Tutta la bile, la scontentezza e la sorda disperazione dei pseudo artisti modernisti trasuda dalle loro opere inqualificabili come un liquido tossico e corrosivo”, G. De Chirico, Non dureran più a lungo il danno e la vergogna.
Il resto del fascicolo è un concentrato di invettive contro gli artisti moderni e i governanti che, come in precedenza aveva fatto il fascismo, hanno permesso il dilagare di questo “virus” con la conseguente degenerazione dell’espressione artistica.
Reperibilita`
Biblioteca Nazionale Marciana
Collocazione
PER.DDS. 0122. 02 1952
Consistenza
18 settembre 1952
Conservazione
Buona-mediocre
Compilatore
Marco Borghi