Vita periodico
1864-1875
Titolo
Letture del popolo
Luogo di pubblicazione
Venezia
Tipografia - Casa editrice
Giambattista Merlo Tip.-editore [da II, n. 1 luglio 1865] Tipografia del patronato pei ragazzi in Castello Editore [da IV, n. 1 agosto 1867] Tipografia Melchiorre Fontana
Sede
Redazione: SS. Gervasio e Protasio 1009
Numero pagine
32
Formato
16,5x10,8
Prezzo
5 soldi, a.a. 1 fiorino, a.s. 50 soldi [da IV, n. 1 (agosto 1867)] Cent. 13, a.a. a Venezia £. 1,56 (è però obbligatorio l’abbonamento annuale, è libera solo la scelta se pagare ad ogni numero o l’intero importo all’inizio dell’annata); a.a. fuori Venezia £. 2,50 (è possibile solo l’abbonamento annuale con pagamento anticipato) [da V, n. 1 (agosto 1868)] a.a. fuori Venezia £. 2
Periodicita`
Mensile
Indici e sommari
Indici generali sono pubblicati alla fine di ogni annata.
Organi direttivi
Compilatore responsabile: Antonio Trevisan [da III, n. 7 (gennaio 1867)] Gerente responsabile: Antonio Trevisan [da VII, n. 5 (dicembre 1870)] Direttore gerente provvisorio: Sac. Angelo M. Cisco [da VII, n. 7 (febbraio 1870)] Direttore gerente responsabile: Sac. Angelo M. Cisco
Firme e collaboratori
(vpr), S...no., L.A., G., P.M., Y., G.S., G.G., G.L., A.T., C.N., K., L.F., P.P. M., S., F.S. [Fortunato Sceriman], C.C., U., Z., A.M.C., T.E.C., D. Pietro Balan, Pietro Zuzzi, U.S.E., Benedetto Comirato, Arcangelo Bertolini, Arcangelo Lotesoriere, Bayle, Antonino Delfino, Luigi Tripepi, Luigi Giacomelli, Giovanni Giordano, Agostino Bartolini, Giuseppe Sartorelli, frate Cipriano da Treviso, U.S.C., Luigi Costantino Borghi, U.G.V.C., Guglielmo Raisini, F.V., P.Z., G.B.G., Luigi Antonio Vason, Filippo Scolari, G.B. Guiotto, L.C. Angeloni, Antonio Tessarin, Antonio Giorgio, Luigi Dalla Vecchia, Giuseppe Ravignani, Pio Palazzi, A.F., N.F., P.B.M.D.N., Luigi Corà, x., Paolo Maria Gottardi, Giuseppe Nicolò Bianchini, G.B.P., D.G.S., A.B., Giovanni Panzera, D.P.F., B.M., D.G.G., E.S.
Profilo storico editoriale
“... è ormai tanto tempo, che per quasi ogni principale città d’Italia tutti i buoni si danno le mani attorno per procurare al popolo il mezzo di illuminarsi su ciò, che deve sapere; ed invero non poteva essere altrimenti. Infatti chi mai può essere tra coloro che si dicono cattolici, che non si rammarichi nel cuore a tanti libri cattivi, a tanti giornalacci e giornalettucci, che si stampano per instillare le più brutte massime ed esempii di malizia e di scandalo? Buoni e coraggiosi cattolici non mancano all’Italia nostra; e, la Dio mercé, sono e saranno in grandissimo numero. Questi pertanto scossi da tanto pericolo, e dal sentimento della fede e della onestà, vedendo il tristo governo, che si faceva della mente e del cuore del popolo, uso a vivere alla buona e alla semplice senza tanti studii, e incapace, quando legge una cosa stampata, di dubitare, che possa essere falsa, pensarono di provvedere al suo bisogno; si adattarono alla sua condizione, e gli apprestarono libri, o giornali, che dimandando nessuna fatica e pochissimo tempo a leggersi, lo divertissero, allorquando stanco del travaglio giornaliero, prende in mano il libro per un po’ di riposo. Ciò si fa da lunga pezza in Roma, in Torino (...). E in Venezia? E in tutte le provincie nostre? (...) Per tentare, per quanto fosse concesso, di ovviare a tanta indecorosa mancanza, si pensò fin da questo dicembre di procacciare qualche mezzo a tant’uopo. (...) Come pel popolo si scrive, così al popolo sia lasciato tutto il merito di creare fra noi sì bella e meritevole opera. (...) Tutti affidati alla buona volontà ed allo zelo di questo buon popolo. Volete istruirvi, conoscere voi, i vostri figli, le vostre famiglie ciò, che vi sarà necessario, utile e ancor dilettevole? Concorrete voi, coi tenui e facilissimi mezzi, che vi si offrono, ma che nel grandissimo numero del vostro concorso diventeranno efficacissimi. Ciascuno favorisca quest’opera (...). Riguardo al popolo, e, diciamolo pure, in ispecialità in riguardo al nostro, v’ha una diceria: Eh! Sì, si va dicendo, il popolo nostro va a leggere! Ha altro in mente dopo che ha ben lavorato tutto il giorno, che assonnarsi con un libricino in mano. Il nostro popolo non legge, piuttosto mangia, beve e si diverte (...). Ciò non sia vero; il buon senso del vero ed onesto popolo non può sopportarlo, né mai darà credito a tale accusa col rifiutare o al minima spesa o il poco tempo, che si richiede, per acquistare e per leggere le LETTURE DEL POPOLO. Eccoci dunque intesi, eccovi l’offerta. Noi vi procureremo, per quanto il comporteranno le nostre forze, che vorremmo pari alla nostra buona volontà, una breve e succosa lettura; vi saranno cose buone, da veri cristiani. (...) Ma vi saranno anche altre cose d’ogni genere, che non sareste a portata di conoscere altrove sì facilmente, e molto utili o dilettevoli. Noi non ci leghiamo con vincoli troppo stretti; noi scriviamo per il popolo, e tutto ciò che potrà essere utile e giocondo per lui, potrà essere oggetto della nostra pubblicazione. Questo è il nostro programma. Vedete; noi non vogliamo fare i dottori, non vogliamo farvi perdere il tempo in lunghe istruzioni, in discorsi da scuola; noi siamo i vostri amici, che vengono a farvi un po’ di compagnia nei vostri riposi, nei vostri ritrovi e che procurano farvi conoscere qualcosa di buono”, cfr. (vpr), Introduzione, I, n. 1 (giugno 1864), pp. 3-10.
Il periodico di schiera decisamente in favore del potere temporale del Papa sostenendone tutte le posizioni, ad esempio in Amore alla fede, III, n. 9, pp. 157-171, si può leggere: “Siamo davvero in tempi tristi e travagliosi, o caro lettore, per coloro, che vogliano davvero vivere da cattolici, vale a dire non solo credere col cuore, ma sì ancora dimostrarlo con le opere (...) professando senza restrizioni l’Enciclica, Quanta Cura, ed il Sillabo, sino a gloriarsi di professare col Papa ciò, che in modo sì speciale combatte e dileggia il mondo presente”. Diversi articoli si scagliano contro la “moderna rivoluzione”, giubila per l’indizione del concilio Vaticano I e per i dogmi in esso proclamati, a cominciare dall’infallibilità ex cathedra del Pontefice. È assolutamente contrario alla presa di Roma, e dopo Porta Pia scrive: “Ci si stringe il cuore, ma la verità non si può tradire, (...) né noi invero ci sentiamo quel coraggio eroico, che nel mentire mostrarono i nostri fogli cittadini (...) nel chiamare spontanee e unanimi le acclamazioni e le feste di tutti i cittadini”, VII n. 3 (ottobre 1870). “... ora siamo satollati di amarezze e di duolo. Roma e Francia! Oh quanto son esse mutate! Nella sua stessa Roma, nel Vaticano, il mansuetissimo e fortissimo Pio IX, spoglio di ogni suo temporale e sovrano dominio, vi si dichiarò prigioniero, nella sua Roma gavazza quella stessa empietà e corruttela licenziosa, che da lunga pezza apparve nelle città italiane. (...) Ma ahi! Povera Francia! Perché Roma cadde in tanta iattura, se non perché il tuo re, eletto dal tuo popolo, ne allontanò le sue milizie, che la custodivano? (...) Tu cessasti, o meglio il tuo imperatore fe’ cessare la difesa; ed ecco, il nembo della terribile ira di Dio t’incolse”, cfr. Dicembre 1869 e dicembre 1870, VII n. 4 (novembre 1870).
Annotazioni
I volumi conservati alla Biblioteca Civica del comune di Padova sono rilegati per coppie di annate, in questo modo sembrerebbe che sia stata asportata la copertina con l’indicazione del prezzo e della data. Quest’ultima è però ricavabile dal visto del censore ecclesiastico che compare in calce all’ultima pagina di ogni fascicolo assieme a quella del compilatore responsabile ed è quella del 26 di ogni mese fino al novembre 1864, poi passa al 16, quindi al 25 dal maggio 1869, al 22 dal luglio dello stesso anno. In ogni caso le indicazioni per l’abbonamento, che dal giugno 1867 compaiono alla fine dell’ultimo fascicolo di ogni volume, segnalano che il giorno d’uscita era l’ultimo di ogni mese. La numerazione delle pagine è continuativa da un fascicolo all’altro all’interno di ogni volume annuale. Il numero di dicembre 1864 non venne pubblicato. La prima annata dura in realtà 13 mesi: infatti essa è composta sempre di 12 fascicoli, ma non essendo uscito quello di dicembre, include sia il giugno 1864 che quello dell’anno successivo. La situazione si ripete con il numero di luglio 1867 che non esce, per cui IV n. 1 esce ad agosto 1867 e non a luglio, facendo slittare di una mese l’inizio dell’annata. Da VII n. 1 l’uscita del giornale passa dall’ultimo giorno del mese al primo di quello successivo, cosicché il numero di agosto 1870 diviene quello di settembre con slittamento di un mese nella numerazione. La numerazione delle pagine dei fascicoli III nn. 9 e 10 (marzo e aprile 1867) è errata: va da p. 157 a p. 220, quando quella corretta sarebbe stata da p. 257 a p. 320. La numerazione delle pagine del fascicolo V n. 5 (febbraio 1869) reca per errore di nuovo 113-117, invece che 213-217. III n. 12 (giugno 1867) esce con 26 pagine anziché 32. Ad esso viene però aggiunto un Manifesto per l’anno quarto delle Letture del Popolo con numerazione a caratteri romani (I-VI) che aggiungendosi alle altre pagine del fascicolo porta il totale a 32.
Il periodico è segnalato nella “Guida commerciale di Venezia per l’anno 1875”, p. 52; Ivi, 1876, p. 52, e Ivi, 1877 p. 53 (direttore don Alberto Cucito, uffici del giornale alla Madonna dell’Orto 3511); la continuazione del giornale dopo il 1871 è confermata dai comunicati, pubblicati in coda al “Lunario per tutti” [vedi scheda], dove si invitano i lettori ad associarsi al periodico cattolico la cui direzione si trova alla Madonna dell’Orto n. 3511 (dal 1878 a S.M. Formosa) e dalla collezione conservata presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
Reperibilita`
Biblioteca Civica - Padova; Biblioteca Nazionale Centrale Firenze
Collocazione
BcPd: I. 7680
BncFi: MAGL. 19.8.134 00000
Consistenza
BcPd: I, n. 1 (giugno 1864) - VI-VII (1870/71)
BncFi: VII, fasc. 1 (1870) - XI (giugno 1875)
Conservazione
Buona
Studi e bibliografia
G. Soranzo, Bibliografia veneziana in aggiunta e continuazione del “saggio” di Emmanuele Antonio Cicogna, Venezia, Tip. di Pietro Naratovich, 1885 (ristampa Arnaldo Forni Editore 1980), p. 598; B. Bertoli, “Il Veneto Cattolico” agli albori del Movimento Cattolico veneziano, “Rivista di storia della Chiesa in Italia”, XVII (1963), n. 17, p. 416 nota 15.
Compilatore
Luca Pirazzo