Vita periodico
1850-1876
Titolo
L’Eco dei Tribunali
Sottotitolo
Giornale di Giurisprudenza penale - Giornale di Giurisprudenza civile [da XVIII, n. 1789 (2 luglio 1867)] Giornale dei Dibattimenti giudiziarii e politici
Luogo di pubblicazione
Venezia
Tipografia - Casa editrice
Tipografia Locatelli [da XVIII, n. 1869 (5 gennaio 1868)] Tipografia della Gazzetta
Sede
Redazione: calle Caotorta n. 3565
Numero pagine
8 o 16, 32 (i numeri doppi)
Formato
31x23,5
Prezzo
Cent. 50, ass. a. £. 35 (per Venezia), £. 40 (per il resto d’Italia) [da XXII, n. 2415 (2 luglio 1871)] £. 1, a.a. £. 28 (per Venezia), £. 32 (per tutta Italia), £. 40 (per le provincie austriache) [da XXVI, 2646 (2 gennaio 1876)] a.a. £. 22 (per Venezia), £. 24 (per tutta Italia), £. 30 (per l’estero)
Periodicita`
Trisettimanale [da XXII, n. 2415 (2 luglio 1871)] Settimanale (esce la domenica)
Cronache locali
Si
Indici e sommari
Indice annuale della materie pubblicate dal giornale.
Organi direttivi
Gerente: Luigi Locatelli [da XXII, n. 2441 (31 dicembre 1871)] Gerente provvisorio: Giacomo Colombina [da XXII, n. 2463 (2 giugno 1872)] Responsabile: avv. Eduardo Trombini
Organi redazionali
Avv. Paride Zajotti [da XVII, n. 1701-1702 (29 novembre e 2 dicembre 1866)] Compilatore ed editore: avv. Paride Zajotti; compilatore: avv. Eduardo Deodati [poi segnalati come] redattori [da XXII, n. 2463 (2 giugno 1872)] Redazione: avv. Paride Zajotti, avv. Eduardo Deodati, avv. Eduardo Trombini
Firme e collaboratori
Carlo Cappellini, Alberto Errera, Gio. Batt. Ridolfi, A. Sacerdoti, Girolamo Errera, F. Alvisi, A. Franck, Pietro Ziliotto, L. Fr. Gemma, A. Berti, Francesco Pasqualigo, Giuseppe Caluci, Enrico Pessina, Francesco Carrara, Emilio Valle, Luigi Luzzatti, Alessandro Pascolato, V. Sellenati, D. Giuriati, Luigi De Bei, Pietro Ziliotto, G. Saredo, Emilio Brusa, F. Mecacci, Leone Fortis, Achille Fagiuoli, Maurizio Maltini, Girolamo Gasparello, L. Fabris, Gaetano Foschini, Antonio Gastaldis, Giovanni Madonini, Giambattista Cisotti, De Fetris, L. Lucchini, Giuseppe Maria Malvezzi, P. Clementini, G.B. Puppa, Camillo Bertolini, Luigi Pellegrini, Giulio Sartorelli, Antonio De Petris, Enrico Turazza, E. Sellenati, Francesco Fulvio, Ugo Sorani, Eugenio Manfrin, L.C. Stivanello, Giampaolo Tolomei, E. Valle, Carlo Guetta, Jacopo Mattei, G. Piola, V. Napolitani, M. Quartarone
Profilo storico editoriale
“L’Eco dei Tribunali conta 16 anni di vita. La sua esistenza non fu inonorata. Il favore ed il credito del quale godette va attribuito più presto alle sue tendenze che non all’importanza dei servigi resi alla scienza del jus. Vera giurisprudenza mancava, e doveva mancare, in queste Provincie. La legislazione, qui vigente da oltre mezzo secolo, in molte parti è intrinsecamente buona, per cui sarebbe nostro vivo desiderio che alcuni suoi principii ed alcuni suoi istituti divenissero nazionali, mediante adozione fattane dai grandi poteri dello Stato. Ma ella ebbe sempre il peccato irremediabile d’essere stata portata ed imposta dallo straniero. Da ciò il nessun amore per essa, e la costante, benché per lungo tempo inavvertita, coscienza che fosse e dovesse essere legislazione passeggiera. I servigii, quindi, fatti alla scienza, furono quali potevano riuscire. Gli indirizzi del giornale, dicemmo, furono il fattore precipuo del suo credito. Propugnatore d’ogni idea liberale, non lasciò mai sfuggire alcuna occasione di difendere i sani principii, ed osteggiare le male tendenze. Rendendo conto de’ processi penali e segnatamente de’ politici, ebbe cura costante ed assidua di mettere in evidenza le esorbitanze delle Procure di Stato e dei Consessi giudicanti, ridotti pel fatto in Corti speciali. In ogni occasione, le sue osservazioni, i suoi raffronti l’avvicinamento di fatti e circostanze, fecero stringere i nervi a giudici, procuratori, commissarii, ed altri, che aguzzando gli sguardi per trovar argomento a colpirci, restarono sempre dolenti, perché noi sapevamo esprimere i nostri sentimenti e destare le idee nei lettori, senza dar presa ad applicare le sanzioni della ben famigerata legge sulla stampa. (...) Lo stupendo avvenimento succeduto, della riunione del Veneto all’Italia, induce necessariamente un notevole cangiamento del nostro giornale. Le cagioni delle sue origini, le circostanze della istituzione, determinarono la pubblicazione in due Sezioni, uno per la parte penale, l’altra per la civile. Doppia di mole la prima, impiegava due numeri per settimana, mentre uno solo era riservato per la seconda. Eran più presto due giornali. Cangiate le condizioni e le ragioni, non v’ha più motivo per tenere distinte le Sezioni, e perciò il giornale opera in oggi un’intima fusione, e, continuando ad uscire con tre numeri per settimana, tratterà in ognuno cumulativamente e materie civili e materie penali. Ma un più forte mutamento trovammo necessario. Se sotto qualunque governo lo stato politico d’un paese ha sempre reagito sulla formazione ed applicazione delle leggi, è certo che nell’ordinamento costituzionale, in forza della vita pubblica da esso originata e mantenuta, la politica sempre animata, sempre in movimento, tutto dominando, più che mai si lega e si innesta alla legislazione ed alla giurisprudenza. La scienza giuridica quindi s’allarga, ed un periodico, il quale non voglia essere un nudo archivio di casi non può tenersi nella cerchia ristretta, e diremmo quasi tecnica, in cui prima s’aggirava, e deve entrare nel campo politico. (...) Il nostro giornale adunque, col nuovo anno, andrà ad essere un periodico anche politico, senza cessare di essere in principalità giuridico. Conservando il suo nome, vi aggiungerà solo una frase esplicativa, ed il suo titolo sarà L’eco dei Tribunali, Giornale dei dibattimenti giudiziarii e politici. (...) Con tali intendimenti, sicuri che non ci verrà meno il favore del pubblico intelligente e de’ nostri vecchi amici, e l’appoggio de’ nostri collaboratori, i quali saranno certo compresi da quel fruttuoso spirito d’attività che alla fine or si ridesta, imprenderemo col nuovo anno la pubblicazione del riformato giornale”, cfr. Programma, XVII, n. 1697 (15 novembre 1866), pp. 313-314.
Il periodico si occupa di giurisprudenza penale, civile e commerciale, pubblica note di legislazione, cronaca giudiziaria, una rubrica di Parte pratica, Varietà (con il calendario dei dibattimenti presso il Tribunale di Venezia), Progetti di legge. Riprende spesso articoli pubblicati in altre riviste giuridiche; saltuariamente pubblica i resoconti dell’Associazione degli avvocati di Padova; pubblicati alcuni interventi sui progetti di riforma dei codici penale e civile, un’attenzione, quella dedicata alla riforma dei codici e degli istituti e ordinamenti giudiziari, che resterà sempre continua. I primi numeri del 1867 (2° semestre) trattano spesso dei problemi relativi all’unificazione legislativa, a tal proposito dubbi e perplessità sono manifestati da E.V., L’estensione delle nuove leggi civili italiane alla Venezia, XVIII, n. 1800 (28 luglio 1867), pp. 89-91. Sul n. 1814-1815 (29 agosto - 1 settembre 1867) viene pubblicato un interessante contributo di A. Errera, La riforma nelle carceri italiane ed in particolare di quelle della Venezia, pp. 201-204, inchiesta che continuerà anche nei numeri successivi. Sul n. 1890 (23 febbraio 1868), è pubblicata la statistica dei processi per crimini e delitti trattati presso il regio Tribunale provinciale, Sezione penale in Venezia, pp. 814-816. Una Prefazione, pubblicata sul n. 2102 (1 luglio 1869), oltre a ricordare le difficoltà d’indole legislativa riscontrate dopo l’unificazione sottolinea che “alieni da partito politico (ché dopo la nostra liberazione non ha più ragion d’essere la distinzione di partiti), vorremmo però cooperare per quanto ci è dato dalle nostre forze ad accrescere l’autorità del potere legislativo e della Magistratura col sostenere ed approvare le risoluzioni e gli atti, di che l’Italia sente immenso e crescente bisogno. Ma anche in questo finché consentono le ragioni della scienza, la quale non può nè deve essere partigiana: estranea alla vita politica, la scienza ha per oggetto la giustizia ed il vero, e, se può ingannarsi delle proprie ricerche, non può deliberatamente ingannare. Infelici sopra tutti coloro che parlando in nome del sapere e della verità non hanno nella loro vita e nella coscienza nulla di più stabile dell’aria che spira, nulla di più nobile delle astute combinazioni che innalzano o abbassano i Ministeri”. Il periodico manifesta una forte attenzione per l’aggiornamento dei codici italiani confrontandoli con quelli delle altre nazioni europee; vi sono anche articoli di medicina legale. Sul n. 2402-2403 (1-4 giugno 1871) e n. 2404-2406 (6-11 giugno 1871), V. Sellenati illustra le circoscrizioni giudiziarie del Veneto con la proposta del nuovo ordinamento giudiziario della Regione (tribunali e preture). Nel n. 2414 (30 giugno 1871) viene divulgato lo statuto dell’Associazione degli avvocati della Provincia giudiziaria di Venezia. Nel Programma pubblicato sul n. 2415 (2 luglio 1871), p. 1, il giornale si ripromette di aiutare e informare sull’imminente unificazione delle leggi e la prevedibile istituzione di una Corte d’Appello a Venezia. Sul n. 2436 (26 novembre 1871) e n. 2438 (10 dicembre 1871) inizia un interessante studio di Vittorio Ugo Fedeli, già pubblicato sulla “Rivista delle discipline carcerarie”, sulla Prostituzione e suo rapporto col delitto. Sul n. 2443 (14 gennaio 1882) e n. 2444 (21 gennaio 1872) viene pubblicato il Resoconto sull’Amministrazione della giustizia nel raggio della Corte d’appello veneta. L’articolo Un difetto di euritmia, XXII, n. 2465 (16 giugno 1872), polemizza su alcune storture dell’unificazione legislativa, in particolare la legge elettorale: “Il Governo del Regno d’Italia, vale a dire l’Italia ufficiale, usando la celebre frase del Jacini, ha una passione predominante alla quale sacrifica tutto. Questa passione, che vien spinta al di là di ogni ragionevole confine, è quella dell’uniformità perfetta negli ordinamenti in ogni parte del territorio. Già fu sempre detto e sempre ripetuto, che la paura è una cattiva consigliera. La eccessiva paura di quel fantasma che si chiama il regionalismo, è appunto la causa per cui l’Italia ufficiale sente raggricciarsi il sangue tutto, quando le si presenti un’idea un progetto qualunque, quando possa anche lontanamente sospettare, che sotto del medesimo si celi un pensiero di regionalità, per quanto innocente si sia. (...) Contro quest’idea favolosa dell’idea regionale, si crede e si tiene che riesca rimedio unico ed efficace, l’uniformità portata fino all’esagerazione. In onore di questo Nume ombroso, le leggi ed i regolamenti sono informati tutti ad uno spirito di diffidenza. Si fa forza alla natura stessa delle cose, e qualunque inconveniente vien giustificato da questo supremo concetto: uniformità rigorosa in tutto e per tutto Il Governo del Regno d’Italia”. Nel presentare il XXIII anno una nota rivolta Ai lettori ricorda le motivazioni che spinsero molti, compreso il giornale, a fare una “vivace opposizione” all’unificazione legislativa, in primo luogo perché la legislazione italiana appariva “difettosissima” e quindi era meglio provvedere prima ai suoi miglioramenti e poi estenderla al Veneto, continua con alte spiegazioni. Il contributo di D. Giuriati Alessandro Manzoni giurista penale, XXIII, n. 2514 (25 maggio 1873), pp. 737-739, è un interessante saggio su un aspetto meno conosciuto dell’attività del grande letterato. Sul n. 2566 (24 maggio 1874) l’articolo di L. Pellegrini, Appunti contro l’abolizione della pena di morte, pp. 737-740, esprime a favore del mantenimento della pena capitale, sebbene una nota della redazione ricordi che “la nostra bandiera fu sempre quella per l’abolizione dell’estremo supplizio; comunque sia non vogliamo negare l’ospitalità alle contrarie opinioni”. Nel n. 2580 (30 agosto 1874) viene pubblicato il Consiglio dell’Ordine e Disciplina degli Avvocati e l’Albo professionale dopo la nuova legge sull’esercizio della professione, pp. 139-141. Nel gennaio 1876 nel rivolgersi Ai lettori il giornale ricorda la sua anzianità (25 anni) e che il “nostro programma si riassume in una sola parola essere quello che fummo sempre: obiettivi e non subiettivi. Nel campo scientifico, non comprendiamo che vi sieno amici o nemici. Amanti sopra ogni cosa della giustizia e del bene, noi accogliamo di buon grado l’espressione di qualunque opinione quand’anche contraria alle nostre”. Un comunicato Ai nostri associati, pubblicato sul n. 2681-2682 (3 e 10 settembre 1876) e firmato da Leone Bolaffio e Eduardo Trombini, informa che “l’Eco dopo tanti anni di vita sente il peso dell’età. Bisognava quindi che l’elemento ancor vivo del giornale nn volendo e non potendo morire, cercasse dintorno a sè nuove forze, forze giovani e vigorose. Nessun mezzo poteva offrirsi migliore della fusione colla Temi, la quale in un sol anno di vita ha dato eccellenti prove di saper fare e di voler fare. L’idea fu subito attuata; i due giornali uniscono le loro forze, allo scopo di giovare alla scienza e alla giurisprudenza”, segue poi l’enunciazione del programma della nuova pubblicazione.
Supplementi
Al n. 2500 (16 febbraio 1873), Ordine dei giudizii e del relativo personale nelle Provincie Venete nel gennaio 1873, pp. 14; al n. 2546 (11 gennaio 1874), Ordine dei giudizii e del relativo personale nelle Provincie Venete nel 1 gennaio 1874, pp. 11; al n. 2614-2615 (25 aprile e 2 maggio 1875), Ordine dei giudizii e del relativo personale nelle Provincie Venete nel 1 maggio 1875, pp. 11.
Annotazioni
La numerazione delle pagine è continua per annata, la numerazione dei fascicoli è progressiva. Fino al 1866 il periodico si divide in due distinte sezioni (Penale e Civile), la prima si pubblicava due volte la settimana, la seconda una sola volta. Nel 1877 si fonde con il periodico “Temi Veneta” [vedi scheda]. Le annate iniziano a conteggiarsi dal 1° luglio. Di norma i fascicoli di dicembre compongono l’indice annuale (alcuni numeri del quale escono anche durante l’anno).
Reperibilita`
Biblioteca Querini Stampalia; Università Ca’ Foscari - Fondo storico; Biblioteca Nazionale Marciana
Collocazione
Bqs: Per. B 160
Caf: Per. B 67
Bnm: Per. 171
Consistenza
Bqs: [1850-] XVII, n. 1693 (1 novembre 1866) - XXVI, n. 2693 (27 novembre 1876)
Caf: XXII, n. 2442 (7 gennaio 1882) - XXIII, n. 2511 (4 maggio 1873); XXIII, n. 2514 (25 maggio 1873) - XXIII, n. 2518 (22 giugno 1873); XXIV, n. 2533-2534 (5 e 12 ottobre 1873) - XXV, n. 2594 (6 dicembre 1874); XXV, n. 2596 (20 dicembre 1874) - XXV, n. 2645 (28 novembre 1875); XXVI, n. 2648 (16 gennaio 1876) - XXVI, n. 2693 (27 novembre 1876)
Bnm: 1851-1876
Conservazione
Buona (Bqs)
Compilatore
Marco Borghi