Vita periodico
1963-1969
Titolo
Emmegi
Sottotitolo
Mensile del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana di Venezia [da n. 1 (settembre 1966)] Mensile di politica e cultura [da n. 4 (dicembre 1967)] Periodico di politica e cultura
Luogo di pubblicazione
Venezia
Tipografia - Casa editrice
I.T.E. [da n. 1 (settembre 1966)] Tipografia Commerciale
Sede
Direzione, redazione e amministrazione: Palazzo dei Camerlenghi, Rialto 1 [da n. 1 (settembre 1966)] Redazione e amministrazione: Palazzo dei Camerlenghi, Rialto 1
Numero pagine
Varie (da 6 a 10)
Formato
43,5x32 [da n. 1 (settembre 1966)] 34x24
Prezzo
£. 100
Periodicita`
Mensile [da n. 4 (dicembre 1967)] Irregolare
Organi direttivi
Direttore responsabile: Alberto di Graci; condirettori: Ignazio Musu e Leopoldo Pietragnoli [da n. 1 (settembre 1966)] Direttore: Ermanno Pizzigati; direttore responsabile: Alberto Di Graci
Firme e collaboratori
Franco Rocelli, Vincenzo Gagliardi, Costante Degan, Marino Cortese, Ignazio Musu, Vittorio Santoro, Alberto Di Graci, Giovanni Costantini, Ermanno Pizzigati, Ugo Trivellato, Lucio Malfi, Guido Rossi, Nico Romanelli, Giampaolo Rossi, Vico Sforza, Mauro Pizzigati, Carlo Trevisan
Profilo storico editoriale
La pubblicazione intende contribuire concretamente al discorso politico della Democrazia Cristiana, poiché la “politica della gioventù non deve essere un fatto a sé stante separato da altre iniziative politiche”, inoltre esso si propone di promuovere il “coordinamento dell’iniziativa pubblica nei confronti della gioventù i cui interventi oggi appaiono dispersi tra i bilanci dei vari dicasteri a livello nazionale e dei vari assessorati a livello locale e partecipazione delle associazioni giovanili alla elaborazione delle proposte, sono i due cardini in cui si muove la battaglia che anche «EMMEGI» intende condurre per l’attuazione di una politica della gioventù della nostra Provincia con il fattivo e auspicato apporto di tutti coloro che vorranno contribuirvi”, cfr. Introduzione ad un discorso sulla politica della gioventù, II, n. 2 (maggio 1964).
Il periodico si occupa di politica, attualità, questioni economiche e sindacali, resoconti di congressi, informando sull’attività locale del Movimento giovanile (Venezia e provincia). Ulteriori precisazioni sul ruolo dei giovani democristiani sono espresse da M. Cortese, Il Movimento Giovanile e il Congresso del Partito, II, n. 3 (giugno 1964). L’editoriale Un problema di responsabilità, II, n. 4 (settembre 1964) sottolinea i problemi di ordine finanziario e, soprattutto, la scarsa partecipazione della base che rischia di compromettere il futuro del giornale che a breve dovrà sospendere le pubblicazioni. Il periodico rinasce nel settembre del 1966 aperto da un lungo editoriale I perché di EMMEGI, a firma di erpi [Ermanno Pizzigati]: “Soffermarsi nel ribadire o nel porre l’accento sull’intrinseca validità di un giornale, qualunque sia lo scopo che esso si prefigga, è da ritenersi superfluo, anzi inutile. Il giornale, abbia da trattare temi politici o argomenti sportivi o questioni letterarie, assolve sempre ad una specifica funzione; quella di creare attorno a sè un dialogo tra più persone, che in modo diverso impostano i problemi e che diversamente li dibattono. (...) I perché di tale giornale politico sorgono, nel momento in cui si presenta la necessità di porre coloro ai quali lo scritto è rivolto, dinanzi a denuncie di realtà o di situazioni di fatto, le quali direttamente o indirettamente le responsabilizzino. (...) I tabù che pullulano nel mondo moderno e purtroppo talvolta assurgono ad elementi della nostra vita quotidiana, trovano sul piano politico (e di partito soprattutto!) elemento di vita e proliferazione. Sono tali tabù, questi problemi-mito, che spingono i giovani al desiderio di emettere con sincerità e senza presunzione un giudizio di merito sugli effetti che la loro presenza comporta. Quale migliore occasione si presenta se non un giornale, strumento con cui esprimere ciò che si sente e si pensa e manifestare all’occorrenza, il proprio disappunto per le aspettative troppo spesso disattese, da parte di una società condizionata, vuoi dall’illusione sportiva, vuoi dall’idolo o dal mito politico e da quello culturale. E proprio nel tentativo di sconfiggere questo particolare stato di cose si spiega l’uscita di EMMEGI, che qualifica la sua presenza in un preciso quadro storico. EMMEGI vedeva il suo primo numero in questo stesso mese del lontano 1963: era il tempo in cui il paese si trovava, ignorante dei gravi problemi, cui il centro-sinistra doveva sottostare, dinanzi ad un miracolo economico - che, fra l’altro, tale non era -; era il tempo in cui si delineava un’Italia neoindustriale, che mostrava sempre più i suoi anacronismi tra il Sud eminentemente agricolo ed il Nord in continua trasformazione. EMMEGI usciva assai preoccupato, nell’incertezza di saper assolvere il suo compito, a livello provinciale, allorché si dava inizio ad una certa cooperazione tra i gruppi della cosiddetta sinistra, per la costituzione di una componente, che rispecchiasse fedelmente la rappresentanza nazionale. A quei tempo sarebbero poi seguiti gli unanimismi e le unità per forza, che avrebbero condotto il partito a scricchiolare paurosamente sotto il peso di una, più o meno latente, incoerenza politica. Solo la paura di qualche minaccia esterna teneva legate fra loro le varie ed eterogenee componenti, che lo costituivano. Il partito, ad ogni livello, non diceva nulla o quasi, permeato di assenteismo e indifferenza, tutto teso a dar spazio alle lotte intestine, che lo minavano nella sua unità. In tale contesto, dunque, si potrebbe dire che fosse naturalmente spiegabile la presenza di EMMEGI. Era una presenza che significava testimonianza e si risolveva nella formulazione di giudizi sui molteplici avvenimenti, meritevoli di attenzione. Appare forse diversa la posizione di EMMEGI - nuova edizione, nell’ambito della situazione odierna? Oggi senza dubbio è mutata la fisionomia di certi rapporti sociali; hanno preso forma nuovi problemi di economia, anche se la loro sostanza è rimasta la stessa, innestati nella medesima struttura. Ma non possono certo mutare gli atteggiamenti di stimolo e di critica costruttiva, di cui i giovani attraverso EMMEGI, si valsero ieri per qualificare la loro presenza all’interno del partito. (...) EMMEGI deve cercare inoltre di provocare un responsabilizzato e chiaro giudizio del Partito sugli altri impegnativi ed attuali interrogativi precedentemente enunciati (a cosa realmente tende l’unificazione socialista? Durerà a lungo un centro-sinistra così concepito? Quali i nuovi sviluppi della società italiana?). Di questo deve preoccuparsi, dal momento che, sino ad oggi, tale volontà di reciproca chiarificazione sugli scottanti argomenti di immediato interesse, a livello di Partito, e su quelli che investono la comunità nazionale ed internazionale, non ha avuto il benché minimo cenno di estrinsecazione. Questi i termini ed al tempo stesso i limiti dell’impegno di EMMEGI, che sciolgono i perché della sua uscita. Ma il primo problema, è bene ripeterlo, consiste sempre nella ricerca del modo più idoneo, per creare un dibattito interno. Tale la funzione di EMMEGI; tale il desiderio del Movimento Giovanile”. Il periodico continua ad occuparsi di attualità politica, economica, culturale, dedicando una particolare attenzione alla condizione giovanile. Pubblica delle recensioni bibliografiche e una posta dei lettori. L’editoriale di Giampaolo Rossi, pubblicato sul n. 5 (gennaio 1969), è una riflessione sul movimento della contestazione e il suo rapporto con il Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana.
Supplementi
Al n. 1 (settembre 1966), Il Movimento Giovanile il Partito e la sua politica, Venezia, Tipografia Commerciale, 1966.
Annotazioni
Nella seconda serie (1966-1969), in seconda di copertina, il sottotitolo muta in “Mensile di politica e di cultura del Movimento Giovanile D.C. Venezia” e non viene segnalata l’annata.
Reperibilita`
Biblioteca Nazionale Marciana
Collocazione
Giorn. 236.17
Consistenza
II, n. 2 (maggio 1964) - II, n. 4 (settembre 1964); n. 1 (settembre 1966) - n. 5 (gennaio 1969)
Conservazione
Buona
Compilatore
Marco Borghi